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UNA VITA PARALLELA

By Settembre 4, 2019 No Comments

“Mrs Dalloway said she would buy the flowers herself”

-da “Mrs Dalloway”, Virginia Woolf

(“La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comperati lei.”)

L’incipit di questo libro appare alquanto insignificante, se è visto da una mera prospettiva narrativa: di fatto si parla di una donna che una mattina decide di andare a comprare dei fiori per una festa che lei sta organizzando.

In realtà, in una frase è concentrata l’intera storia: in un attimo si può concentrare e riassumere una vita intera, come indicherà la stessa autrice con il termine di “moment of being”.

Il fatto che la protagonista del libro decida di prendere in mano la situazione e di agire, rappresenta un atto di rivolta all’interno del suo mondo ovattato, e fa quindi da pernio a tutte le azioni successive.

Al giorno d’oggi, si dà molta importanza all’apparenza e alla collocazione dell’individuo all’interno di un’unica definizione, costretto ad intraprendere un’unica strada, un unico percorso. L’indecisione è una cifra che non trova spazio nella modernità.

Tutto deve essere rapido, tutto deve rientrare in una convenzione. Non c’è tempo per soffermarsi troppo a pensare, perché tutto scorre così estremamente veloce, che sembra quasi impossibile anche l’idea di poter fare attenzione ad un particolare, ad un qualcosa di infinitesimo.

Cosa succederebbe se, quel particolare, in pochi attimi, riuscisse a darci una visione della realtà al di là delle apparenze?

Citando Pirandello, la società è come se ci offrisse un palcoscenico su cui ciascun individuo è tenuto a svolgere il proprio ruolo e tutto questo dà sicurezza e tranquillità. 

La vita al di fuori di questo “teatrino” è solo caos ed incertezza, ed è quindi più semplice restare all’interno di esso e condurre un’esistenza per inerzia.

Ad ognuno, però, è concessa la possibilità di gestire il caos circostante, ma ciò implica sia un confronto faccia a faccia con quella che è la realtà al di là del velo dell’ipocrisia, sia un profondo percorso di introspezione per trovare la propria prospettiva dell’universo.

In molti quindi tendono ad avere come una doppia esistenza: una che rispetti le aspettative della società, e un’altra, più profonda e sincera, che trova spazio solo nella fantasia e nei pensieri. 

Capita spesso che ci si senta come paralizzati nella nostra routine, incapaci di opporci allo scorrere monotono della nostra vita, ed in quei momenti ci sentiamo persi, senza speranze.

L’unica opzione disponibile quindi, è che ciascuno di noi prenda consapevolezza della gamma di scelte disponibili e che nessuno si costringa all’interno di un’unica categoria, di un’unica convenzione. 

Per sopravvivere nella nostra società, è necessario, a mio avviso, essere quanto più versatili ed eclettici possibile: sull’esempio di Mrs Dalloway, dovremmo tutti prendere l’iniziativa di gestire noi stessi la nostra vita, senza lasciarci abbattere dai problemi e dalle preoccupazioni.

Lorenzo Tarchi