Il tempo. Scorre. Quasi non lo senti, tanto che potrebbe passare anche veloce, essere così fulmineo da non accorgersene. Una certezza però l’abbiamo: è passato.

Se il tempo scorre, le lancette – elemento base che lo misura – compiono un’altra azione: girano circoscrivendo un cerchio che, come ogni cerchio che si rispetti, è ripercorribile all’infinito. Voglio dire, possiamo percorrere col dito una circonferenza fino all’estenuazione se ne abbiamo voglia e ritorneremo al punto di partenza ancora, ancora e ancora. Così l’orologio: tik, tok, tik, tok. Non senti il tempo che passa? E pensa che tu vivrai il lasso di tempo che oggi hai impiegato nella lettura di queste righe anche domani, dopodomani, il giorno dopo ancora, e quello dopo ancora e ancora. E così ogni giornata. Sicuramente ognuna diversa dall’altra, ma ciascuna composta dalle stesse 24 ore.

E noi? Cosa facciamo?

Balliamo.

Come in una canzone balliamo vincolati dal suo ritmo, lo stesso facciamo col tempo. Esso scandisce i nostri passi, detta le nostre movenze. Ci domina, condiziona le nostre scelte “abitando” ogni attimo che viviamo.

Sia chiaro, non è certamente mia intenzione tormentare quello che dovrebbe essere un attimo di piacevole lettura, incutendo ansia riguardo al tempo che scorre.

Ma pensiamoci un attimo: non è forse il tempo protagonista di ogni nostra giornata? Redigiamo con abilità da imprenditore piani di studio – che poi puntualmente non rispettiamo – per ottimizzare il tempo a disposizione, quasi a realizzare il motto “il tempo è denaro”. Fissiamo appuntamenti sulla base di orari e rimproveriamo o veniamo rimproverati per eventuali ritardi. Pianifichiamo vacanze, viaggi, esperienze ma anche il lavoro, progetti, compiti…

Tutto va in base al tempo che abbiamo.

Se non fosse così importante, non sarebbe così presente. Eppure, lo è, e il suo scorrere è inesorabile.

Lo abbiamo visto durante la quarantena: molti sono passati da una vita frenetica e piena di impegni al dover trovare qualcosa da fare a tutti i costi per riempire la giornata. Perché per essi, ma non solo, il tempo si è rivelato in qualche modo nemico.

Come scrive l’associazione culturale Danzarte: “Quando non abbiamo fretta siamo più ancorati alla realtà”. Ma cosa vuol dire essere ancorati alla realtà? Quando viviamo nella frenesia pensiamo al presente con superficialità e ci focalizziamo sul futuro, su quello che ci resta ancora da fare. Ma non pensiamo al “qui et ora”, al presente reale, tangibile. Al tempo che abbiamo adesso, quello su cui possiamo avere pieno possesso e che possiamo sfruttare, quello veramente prezioso.

E quindi sì, si può dire: il tempo è denaro! Ma perché è qualcosa di valore, è merce rara soprattutto nel contesto della società odierna, costellata di frenesia, competizione, egoismo e spolpata di valori come la serenità, l’altruismo, la disponibilità. Anche qui, tutti principi che per essere attuati necessitano di tempo. Durante il lockdown, (chi più e chi meno) di tempo ne abbiamo avuto fin troppo, ed ecco che era compito di certe banali azioni dare una svolta alle nostre giornate.

Donare qualcosa di così naturale, il nostro tempo.

Il tempo è tema ricorrente anche per quanto riguarda l’ambiente. Si fissano date entro le quali ridurre l’inquinamento. Lo abbiamo visto in diversi stati e ne è esempio anche il “Green deal”, col quale l’UE si impegna a far diventare l’Europa un continente a emissioni zero entro il 2050. Tra critiche per la dubbia fattibilità di un tale progetto, dovute al livello di corruzione presente in certi paesi europei e il rischio per le economie europee post-covid, l’UE utilizzerà l’”European green deal” come bussola per lo sviluppo futuro dell’Unione.

Si parla di futuro, ma ancora una volta è il presente quello su cui focalizzarsi. È l’azione concreta di oggi, è utilizzare il tempo che abbiamo adesso, per cambiare rotta in direzione di un mondo più sostenibile.

In conclusione, se accettiamo che lo scorrere delle lancette è un fatto completamente indipendente dalla nostra volontà, ci sarà più facile comprendere che invece come impieghiamo il tempo a disposizione (poco o tanto che sia) è completamente stabilito da noi (Tagore ci ricorda quanto sia tutto sommato semplice: “La farfalla non conta i mesi, ma i momenti, e ha tempo a sufficienza.”). Ogni passo che compie la lancetta corrisponde ad un attimo della nostra vita che scorre.

Traendo spunto dalla nota frase del professor Keating nel film “l’attimo fuggente”, una frase stereotipata ma comunque di grande effetto, posso solo dire che quel che ci resta da fare è spendere ogni singolo secondo per rendere la nostra vita un “autentico capolavoro”.

Autentico, come il tempo che ci resta da vivere.

Riccardo Sosio