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Orientiamo(ci) Parte 1- L’orientamento scuola superiore-Università oggi

By Gennaio 29, 2019 No Comments

Che cos’è l’orientamento?


L’ASNOR (Associazione Nazionale Orientatori) definisce l’orientamento come il “processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico di riferimento […] al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle conoscenze necessarie per […] elaborare o rielaborare un progetto di vita e sostenere le scelte relative”.

Esso è riconosciuto come diritto permanente di ogni persona, che si attua in forme e modalità differenti in base alle necessità e circostanze.

L’orientamento oggi assume una funzione centrale e strategica nella lotta alla dispersione e all’insuccesso in ambito scolastico o lavorativo, e svolge quindi un ruolo preminente nella vita
di ogni persona: esso garantisce infatti lo sviluppo dei progetti di scelta e di decisione, ponendosi come obiettivo la promozione di un’occupazione attiva, di una crescita economica e di una maggiore inclusione sociale, oltre ad essere un momento decisivo nel prosieguo della vita di una persona.

Il chi sei, passa molto da qui.

L’approccio tradizionale nei confronti dell’orientamento avviene tramite
l’istituzione scolastica, oggi volta molto di più a un inserimento degli studenti nel mondo lavorativo. Per questi motivi quindi, la scuola svolge un ruolo precipuo nell’orientamento.

Se si è imparato ad imparare, allora si è nati per imparare” diceva Maria Montessori.

Fondamentale per la completa riuscita di questo sistema risulta essere la presenza di docenti e di tutor che svolgono compiti diversi: nel primo caso si tratta di figure interne alla scuola (ad esempio professori) che si siano specializzati in “orientamento”; nel secondo invece, si parla di figure con appositi titoli ed una precisa formazione, che tramite le loro conoscenze, fungono da guida per una scelta consapevole del percorso universitario. Dunque, entrambi rappresentano un punto di riferimento necessario per uno studente che voglia accedere ad una facoltà, e che quindi necessiti di informazioni quanto più accurate possibili.

un esempio di Tutor presso l’Università di Harvard

Auspicabile è, altresì, la sensibilizzazione delle famiglie. Il MIUR a tale scopo propone corsi di formazione per i genitori, affinché adoperino gli strumenti più idonei a sostenere i loro figli nelle scelte e specifiche forme di consulenza psicologica contro l’abbandono scolastico o problemi di altra matrice. La famiglia ricopre un ruolo delicato e centrale più influente e per questo motivo l’intervento esterno ha un ruolo molto significativo.

Altra caratteristica di questo piano formativo-professionale è l’innovazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, meglio note come TIC.

Il MIUR promuove un investimento verso questo particolare campo dell’orientamento, al fine di portare sia dei vantaggi per tutti i cittadini, sia dei miglioramenti nella qualità di vita e nei servizi pubblici. Per avere un maggior contatto con gli studenti, esso propone la realizzazione di portali online, in grado di poter raccogliere informazione ed allegare risorse per l’orientamento. Tale iniziativa dovrebbe essere gestita, secondo il progetto, da un gruppo di esperti qualificati in materia di “formazione ed istruzione”. La piattaforma consentirebbe anche il libero scambio di opinioni tra coetanei ed inoltre un migliorare l’utilizzo delle tecnologie nell’insegnamento.

Per quanto basilare nella vita di un individuo, oggi l’orientamento in uscita dalle scuole superiori si dimostra alquanto lacunare.

Quanti ragazzi confusi hanno preso le scelte sbagliate?

Da dove si potrebbe partire per rendere il passaggio verso la vita adulta più partecipato e consapevole?

Che ruolo potrebbero giocare social network e strumenti di partecipazione digitale?

Quando si è davvero pronti a scegliere?

Lorenzo Tarchi