La linea sottile che divide lo Stato Italiano e quello Vaticano.

A cura di Sara Distante

 

“Che tu sia gay non importa. Dio ti ha fatto così e ti ama così e non mi interessa. Il Papa ti ama così. Devi essere felice di ciò che sei.”

Papa Francesco

Inizia il 13 marzo 2013, con Papa Francesco, un nuovo pontificato, un pontificato diverso, caratterizzato da solidarietà ed inclusione e quello che fin da subito sembra essere un grande passo verso il progresso. Eppure lo scorso 15 marzo 2021, esattamente ad otto anni di distanza dall’insediamento di questo Papa, il Vaticano dichiara che la Chiesa non può benedire le unioni omosessuali. Una dichiarazione, questa, che ha lasciato di stucco molti fedeli e non, che avevano visto in Papa Francesco un barlume di speranza, speranza di poter vivere la propria vita alla luce del sole e di veder la propria relazione omosessuale riconosciuta ovunque.

Allo stesso tempo, però, questa notizia non ha rappresentato uno shock per tutti; dopotutto, la legge Cirinnà, che permette dal 2016 il riconoscimento giuridico di una coppia composta da due persone dello stesso sesso, è già abbastanza fragile in una società come quella Italiana, che punta ancora troppo facilmente il dito contro la comunità LGBT. Perciò, credere che la Chiesa potesse addirittura benedire le unioni civili è un’aspettativa, a mio parere, un po’ naif.

Ma perchè in Italia, nel 2021, si dà ancora così tanta importanza all’opinione della Chiesa Cattolica riguardo alle questioni civili? Perchè, se già abbiamo una legge che riconosce i matrimoni omosessuali, ci serve la benedizione del Vaticano per dire che due uomini o due donne sono veramente sposati? Nel seguente articolo, cercherò di guidarvi in una riflessione sul rapporto storico e contemporaneo tra Stato e Chiesa in Italia e sul perchè credo che dobbiamo ritenere più preoccupante l’assenza di una legge che possa protegger la comunità LGBTQI+ italiana dalle discriminazioni.

Il modo in cui concepiamo la sessualità (etero-, omo- o bi-) si è modificato nel tempo, nello stesso modo in cui la Chiesa e il contesto in cui quest’ultima si trova è cambiato. L’omosessualità nel 300 d.C. era considerata un insulto alla volontà del Creatore perché, come sopracitato, non ha come fine ultimo quello della procreazione. In ogni caso, l’idea che l’omosessualità fosse dovuta ad un mutamento nella struttura biopsichica di un uomo o di una donna “normali” – o, detto in altre parole, che fosse una malattia – non compare fino al XIII-XVI secolo – e non scomparirà fino al 1990.

Da qui scaturiscono diverse scuole di pensiero, tra cui due che si pongono in netto contrasto l’una all’altra: da una parte abbiamo la tesi che supporta la natura pressoché omofoba della Chiesa e dall’altra, la tesi mai confermata e molto difficile da supportare con delle prove, che la Chiesa sia stata de facto tollerante con gli omosessuali fino al XIII secolo, quando trasformazioni nel mondo Occidentale e venti di riformismo iniziarono a soffiare sulla Chiesa del secondo millennio.

Quindi sappiamo che, al netto di marginali evoluzioni, la posizione della Chiesa nei confronti delle unioni omosessuali è rimasta sostanzialmente la stessa da secoli. Proprio per questo le parole del Papa riportate all’inizio dell’articolo hanno il potenziale per cambiare significativamente la vita di una persona appartenente alla comunità LGBT; e non da meno sono le Sue dichiarazioni in merito all’amore che una famiglia deve dare ai propri figli, a prescindere dal loro orientamento sessuale, così come fanno il Papa e la Chiesa con i fedeli.

Tuttavia, per quanto siano potenti e piene di significato queste dichiarazioni, è molto importante essere pienamente coscienti del fatto che Papa Francesco non abbia mai dato la Sua benedizione alle le unioni omosessuali ed è mia modesta opinione da credente che supporta la comunità LGBTQI+ nella sua interezza, che sia difficile aspettarsi il contrario, a soli 30 anni dalla cancellazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. E’ importante inoltre ricordare che le unioni civili e il matrimonio omosessuale sono due cose diverse e che, in nessun modo, il non-riconoscimento da parte della Chiesa del secondo può influire sulla validità del primo.

Inoltre, lasciate che aggiunga che, per quanto abbia cercato di parlare della Chiesa e della religione cristiano cattolica senza alcun riferimento al contesto socio-politico in cui si situa da vari secoli, una netta separazione tra i due contesti – a livello socio-culturale- è impossibile e – a livello politico – non è neanche mai stata attuata. Ne segue una riflessione sull’influenza della religione e della presenza dello Stato Vaticano in Italia su svariate questioni etiche. E’ forse per questo che in Italia si cerca ancora l’approvazione del Vaticano? Sì. E no. Per metterla in termini semplici vi parlerò brevemente dello Stato (quasi) laico italiano e della religione come identità.

La divisione della sfera civile da quella religiosa coincide con la Rivoluzione Americana e con la caduta dell’Ancien Régime in Francia e la Rivoluzione Francese in Europa, alle quali segue l’affermazione del pensiero illuminista. L’illuminismo permise di ridurre la religione ad una questione privata, consentendo quindi una laicizzazione dello Stato.

In Italia questo passaggio non fu mai così diretto, anzi, un’attenzione speciale venne dedicata alle questioni etiche e politiche (legate alla vita pubblica), che potessero causare un qualsiasi contrasto tra lo Stato e la Chiesa; di fatto, accordi bilaterali tra questi ultimi vennero inseriti nella Costituzione Italiana e nel 1929 ci fu la firma dei Patti Lateranensi. Solamente dopo la caduta del fascismo, cause di forza maggiore permisero all’Italia di diventare una repubblica parlamentare con una Costituzione compromissoria, ovvero una repubblica che si basa sulla laicità ma che sarà gestita per diversi decenni da un partito di ispirazione cattolica – la DC – che segnerà, una volta per tutte, il legame tra lo Stato Italiano e la religione cristiano cattolica.

L’Italia diventerà ufficialmente uno stato laico nel 1989, grazie alla sentenza storica della Corte Costituzionale, ma gli accordi bilaterali con la Chiesa, il suo ruolo nelle questioni civili e politiche e la sua presenza nel sistema educativo Italiano faranno dubitare molti studiosi dell’effettiva laicità del nostro Paese.

Dopotutto, la religione ha plasmato la cultura e il pensiero della nostra società per secoli, prima ancora che l’Italia come la conosciamo oggi esistesse. I filosofi, massimi rappresentanti dell’Illuminismo, hanno discusso di Dio e della religione oltre ogni immaginazione.

Platone credeva che non si dovesse scavare a fondo nella religione per paura che potessimo dimenticare la verità oggettiva e razionale delle cose; Nietzsche utilizzava la metafora della morte di Dio per descrivere la decadenza dell’uomo Occidentale; Kant temeva che la politicizzazione della religione potesse essere pericolosa. Ma è con Aristotele che voglio chiudere questa riflessione.

Aristotele diceva che l’uomo ha creato la religione, che Dio potrebbe esistere ma che tutte le affermazioni su di Lui potrebbero non essere vere perchè l’uomo reinventa ed interpreta la religione – a suo piacimento aggiungerei. Lo stesso principio si applica all’Islam. Studiandolo, scoprirete che è stato politicizzato dall’origine, tanto da poterlo associare direttamenteall’Islamismo (o all’Islam politico), modello  che applica gli Insegnamenti del Quran alla vita politica e sociale, andando ben oltre la semplice religione.

Spesso non riusciamo a distinguere la religione dal progetto politico che ne abbiamo fatto e, ancora più spesso, siamo convinti che un’istituzione più che millenaria possa, da un decennio all’altro, benedire dei comportamenti che ha da sempre cercato di eliminare, perchè incapace di comprenderli ed accettarli.

Soltanto perché il Vaticano, La Chiesa, si collocano nell’emisfero globale che consideriamo essere il più avanzato – quello Occidentale – non vuole dire che lo sia. Non vuol dire che noi siamo davvero così avanzati.

Se lo fossimo, non ascolteremmo ancora notizie di giovani ragazzi e ragazze LGBT che vengono picchiati e uccisi perchè manifestano atteggiamenti omosessuali in pubblico.

Se lo fossimo, non si organizzerebbero eventi come il family day.

Se lo fossimo, saremmo in grado di portare in Parlamento e votare una legge contro l’omofobia.

Ma non lo siamo.

Quindi, la domanda è: Perchè ci aspettiamo che la Chiesa benedica le unioni omosessuali e non pretendiamo che lo Stato Italiano protegga legalmente tutti i suoi cittadini come da Costituzione?

La religione non dovrebbe essere un ostacolo alla libertà delle persone; ma affinchè questo accada, non dobbiamo cercare di riformare la Chiesa, dobbiamo cercare di riformare le persone e l’Italia, affinché diventi a tutti gli effetti uno stato laico.