È la base dei rapporti tra uomini, eppure è astratta tanto quanto il pensiero che va ad identificare; quanto è importante la “parola”?

Al di là dei virtuosismi verbali, un interessante meccanismo cognitivo si attiva quando pensiamo al significato della parola “parola”. Solitamente non ne conosciamo la definizione nonostante sia essa stessa fondamento e significato dell’espressione umana. L’importanza che bisogna darle, però, non è così superficiale.

Dal latino “parabola” ovvero similitudine, e a sua volta dal greco “παραβάλλω” cioè mettere accanto, noi utilizziamo le parole, proprio l’una accanto all’altra per comparare e compararci con il resto del mondo.
Non è comunque facile servirsi di queste, né è sempre valido ed efficace l’uso che ne facciamo. Già nell’antichità esistevano i sofisti, criticati per il loro “parlare senza dir nulla”; questo fenomeno, attraverso i secoli, non è affatto scomparso, ed, anzi, ai giorni d’oggi le parole assumono una carica più che mai rilevante.

Non esiste aspetto della vita nel quale la giusta parola e la parola giusta non siano fondamentali; basti pensare alle parole di un genitore verso un figlio, o più banalmente al modo in cui ci rivolgiamo ai nostri pari.

Esaminando situazioni più grandi, possiamo vedere quanto una parola o poche parole assieme riescano a muovere intere masse, un intero paese: l’antica sofistica degenera in demagogia, con grandi giri di parole che soddisfano la nostra mente a tal punto da portarci a non leggere tra le righe e ad adagiarci ed adattarci ignavi a ciò che si presenta davanti a noi.

Non dimentichiamo, però, che le parole non sono solo strumento di persuasione e convincimento, le parole sanno essere provocatorie, pungenti e, perché no, anche scomode. Ed è proprio nella loro scomodità che noi, persone, cittadini e giovani dobbiamo trovare il coraggio di pronunciarle e pronunciarci consapevolmente di fronte al cambiamento. E magari, proprio a partire da noi, renderlo possibile.“Le parole sono finestre (oppure muri).”, dice lo psicologo Marshall Rosenberg.
Allora vi domando, come possiamo aprire più finestre e costruire meno muri?

Bianca De Crecchio