Il primato italiano

La diffusione del Covid-19 ha sicuramente portato il mondo ad essere in una realtà inaspettata. Le nostre necessità e priorità sono state completamente capovolte. Pensavamo fosse qualcosa che non ci riguardasse ma è entrato nelle nostre vite senza chiedere il nostro permesso. Ha messo al repentaglio i nostri equilibri e nella nostra intera società si è creato e rimarrà ancora per molto un ambiente di paura e avversione.

L’Italia gode del primato in Europa, essendo il primo Paese occidentale ad affrontare quello che ormai conosciamo come nemico invisibile. Il governo e la politica italiani sono stati costretti a concentrarsi sull’emergenza inaspettata invece che sull’agenda fissata. Il governo italiano era già in difficoltà a causa delle dinamiche politiche e dell’equilibrio di potere precari. Il ramo esecutivo del governo, infatti, è caratterizzato da una coalizione relativamente debole e da opposizioni forti.

Tutti questi elementi avranno un ruolo cruciale nella gestione della pandemia. Il nostro esecutivo dovrà cercare di comportarsi in modo da poter rafforzare la sua immagine attraverso misure efficaci ma senza alimentare forze di opposizione e tensioni sociali.

Abbiamo il primato del contagio, avremo anche il primato della gestione efficace?

Primus inter pares?

Probabilmente ci domandiamo quale sia la strategia politica adottata dall’esecutivo italiano in uno scenario di questo tipo e possiamo facilmente darci una risposta: la politica italiana durante il Covid-19 ha un forte sistema comunicativo centralizzato.

La storia ci insegna quanto sia importante gestire la comunicazione politica durante un periodo di crisi e durante i momenti storici difficoltosi. Questo, Giuseppe Conte lo sa bene. Il Presidente del Consiglio italiano ha implementato una strategia comunicativa efficace che si basa sulla sua figura e sul suo ruolo.

Basti pensare alle innumerevoli dirette da Palazzo Chigi, sede della Presidenza, prendendo provvedimenti per l’emergenza sanitaria ma anche spendendo parole di rassicurazione e speranza per i cittadini italiani.

Egli diventa così una delle figure più rilevanti che il popolo italiano considera come un punto di riferimento in questo periodo complesso. In questa strategia di comunicazione centralizzata, è peculiare l’emanazione di leggi tramite un eccezionale strumento a disposizione del Presidente del Consiglio e che arriva direttamente da lui: l’ormai famoso DPCM – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. E questo non delude le aspettative del Presidente che, infatti, vede il suo apprezzamento aumentare gradualmente nei sondaggi nazionali. Il cittadino italiano ora si affida molto sul suo ruolo e sulla sua figura.

Com’è stato sostenuto da Marc Lazar, storico e sociologo politico francese durante un interessante seminario, in tempi di crisi, i cittadini sono molto vicini al loro leader a causa del suo ruolo di guida come Presidente e non solo da un punto di vista prettamente personalistico. Pensiamo alla popolarità di Sarkozy e Hollande, entrambi presidenti francesi, in tempo di crisi, rispettivamente nel 2008 e durante il periodo degli attacchi terroristici in Francia. Questo è, forse, ciò che sta succedendo al Primo Ministro italiano in questi giorni di emergenza e di lotta.

Il diritto pubblico italiano ha dibattuto a lungo sul presupposto di un Presidente del Consiglio come “primus inter pares” così come descritto nella nostra Costituzione ma qui, forse, la situazione porta Giuseppe Conte ad emergere semplicemente come “primus”.

Chi avrà l’ultima parola?

La tecnocrazia è vista dai filosofi antichi e moderni come uno delle migliori forme del kratos, forse il più auspicabile. Indica un sistema ideale di governo che sostiene che il processo decisionale debba essere sotto il comando diretto o il parere vincolante di esperti in base alla loro competenza in un settore specifico, particolarmente per quanto riguarda settori scientifici o conoscenza tecnica. Questa è un’altra prospettiva di cui bisogna tenere conto. È un aspetto cruciale della strategia del governo italiano per affrontare la crisi: dare voce alla scienza per poter decretare le misure più appropriate.

Tuttavia, in alcune istanze, questo aspetto è diventato una sorta di capro-espiratorio del governo nazionale, delle amministrazioni regionali e della stessa comunità scientifica. Infatti, gli ultimi avvenimenti riguardanti la cosiddetta Fase 2 della strategia del paese per affrontare il virus hanno messo alla prova il comportamento del primo ministro e dei suoi consiglieri più fidati.

Ma quali sono gli scenari che ci possiamo aspettare nel prossimo futuro? Questo governo chiaramente debole troverà la forza di continuare dopo la pandemia? Come può questo equilibrio di potere precario sopravvivere questa crisi e quali sono i fattori che lo influenzeranno?

Queste sono, senza dubbio, domande interessanti che possono essere spunti di riflessione. Non possiamo ancora dare risposte ma possiamo provare ad inquadrare lo scenario attuale per poter fare delle previsioni future.

Da un lato abbiamo l’Unione Europea, finora non nominata ma cruciale, e l’aumento dello scetticismo italiano nei suoi confronti. Se presupponiamo che l’opinione pubblica sia a favore del comportamento dell’UE, possiamo anche dire che il governo riuscirà a superare questo momento di crisi. Se invece ci dovessero essere avversioni nei suoi confronti, i populisti non perderanno tempo a usare questo sentimento pubblico a loro vantaggio, imponendo le loro idee.

Dall’altro lato, c’è un fattore fondamentale da tenere in considerazione: la tensione sociale. Se il popolo italiano non è soddisfatto del comportamento e delle misure prese dal governo italiano, questo alimenterà le forze dell’opposizione che potranno sfruttare questo momento di debolezza per acquisire potere.

Queste, ovviamente, sono tutte supposizioni e devono essere trattate come tali, tutti ormai sappiamo quanto sono precarie le nostre percezioni soprattutto in questo momento storico. Con questi brevi pensieri, infatti, non intendo presentare una chiara analisi politica della situazione ma potremmo utilizzarli come degli spunti utili e stimolanti per sviluppare un pensiero sulle misure e sulle strategie che il nostro Paese – e quello di altri paesi – svilupperà e implementerà sia per rafforzare il proprio potere che per limitare l’impatto disastroso – sociale e sanitario – della pandemia sulla nostra società.

Giorgia Ferraro

Traduzione di Khadija Taufiq