Tra le diatribe più accese in Italia vi è senza dubbio quella che riguarda l’ora di religione nelle scuole, alla quale potrebbe essere ipoteticamente sostituita quella di educazione civica.

Tra gli studenti di scuola superiore è popolare ritenere l’insegnamento della religione privo di utilità, contrariamente alla materia di cittadinanza e costituzione (verso la quale sono, tra l’altro, spesso disinteressati): i ragazzi tendono a giustificare l’avversione verso la religione considerando utile dedicare un’ora ad imparare a memoria gli articoli fondamentali della legge di stato italiana in modo sterile e senza comprenderne a pieno l’importanza. 

Perché così come sono ricchi di significato i punti cardine della nostra costituzione, lo è anche la religione più diffusa nel nostro Paese.

Ed è sempre bene specificare che non si tratta di catechismo, ma di cultura.

Ebbene sì, perché noi non siamo solo frutto del grande impero romano, ma gran parte del nostro bagaglio culturale è stato influenzato dalla religione ed in particolare da quella cattolica. Non limitandosi a citare le grandi opere d’arte dell’Italia, come basiliche o dipinti a tema sacro. Pensate a qualcosa di più vicino a voi: quante persone conoscete che si chiamano Matteo, Giovanni, Emanuele, oppure Giuditta, Anna, Rebecca? Ognuna di queste persone porta un nome che deriva dalla Bibbia.
O ancora, il tanto atteso riposo che recano le vacanze di Pasqua, Natale, insieme a quei giorni in cui le lezioni sono sospese poiché è festa patronale nella vostra città: la loro esistenza è possibile poiché la nostra cultura ha un passato tipicamente cristiano, ed è imbevuta tutt’ora di cristianità. 

D’altronde anche il celeberrimo Benedetto Croce, agnostico, nel 1942 scrive “Perchè non possiamo non dirci cristiani”, trattato in cui esprime dal punto di vista storico e filosofico la rivoluzione che questa religione ha portato nell’umanità. 

Rivoluzione che ha arrecato grandi problemi e squilibri, penserete. Ma così come orrori di ogni genere, tra cui violenze e corruzione, esistono e sono esistiti nell’ente religioso, vivono anche all’interno di quasi ogni altra struttura. 

Alla luce di questo, non è certo che studiare in modo più o meno superficiale la nostra legislatura possa prevenire le varie problematiche che affronteremo come adulti e come parti fondamentali del grande organismo che è il nostro Paese. 

D’altra parte, studiare la storia e ciò che è davvero avvenuto al livello politico, sociale ed economico nell’istituzione della Chiesa, che è stata più o meno influente in ogni area d’Italia, può aprirci gli occhi anche su quelle che sono state le piaghe della stessa, e dunque della nostra nazione.

Mantenere l’ora di religione è fondamentale come occasione per arricchire il nostro bagaglio culturale, e non come ora di indottrinamento. 

Perché l’identità del luogo in cui ognuno di noi vive è la propria identità, ed ognuno di noi dovrebbe essere in grado di affermarla.

Bianca De Crecchio