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Angeli e demoni

By Agosto 7, 2019 No Comments

Da settimane si sente tanto parlare della famigerata inchiesta “Angeli e demoni”, ma  di cosa si tratta precisamente? 

Siamo nel comune di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, e all’interno dello scacchiere ritroviamo in prima linea la Onlus “Hansel e Gretel” di Moncalieri (Torino) e i bambini e le loro famiglie, considerate inadeguate per la crescita dei propri figli al punto da affidarli ad altre coppie. Ma lo “scacco matto” è  della procura di Reggio Emilia che si sta occupando delle indagini dal 27 giugno scorso: il Gip del Tribunale di Reggio Emilia Luca Ramponi ha evitato che venisse ancora alimentato il giro d’affari illecito che stava a monte degli affidi dei bambini.

È stata una vera e propria Odissea all’insegna di testimonianze falsate, frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, tentata estorsione e affidamenti il cui prezzo ammonta a migliaia di euro e i cui destinatari sembrava fossero correlati ai dipendenti della onlus, che in seguito ai fatti riportati è stata bloccata dal MIUR. In tutto ciò sono state scoperte anche sedute di psicoterapia d’oro (ben 135 € a seduta) rigorosamente affidate alla Onlus senza alcuna gara d’appalto. Troviamo coinvolti nella vicenda “in toto” 29 indagati (18 destinatari di misure cautelari), tra cui il sindaco di Bibbiano (Andrea Carletti) e gli ex sindaci dei comuni di Montecchio Emilia e Cavriago.

All’interno del marasma, tra l’altro, è stata trascinata con non poche polemiche la comunità LGBT, in quanto è risultato che alcune coppie gay avrebbero ricevuto l’affidamento di minori in quanto amiche della dirigente e attivista Federica Anghinolfi, anche se forse il problema vero e proprio dell’opinione pubblica non sembra essere  incentrato sugli stretti contatti fra l’attivista e le coppie coinvolte.

Una vicenda veramente vergognosa indipendentemente dal colore politico che le si vuole attribuire, una violazione delle figure più sensibili che i grandi benefattori della onlus fingevano di portare in salvo da difficili realtà, per poi trascinarle in quella ancora più rovinosa degli interessi economici.

Fortunatamente alcuni dei bambini coinvolti in questa amara vicenda sono già stati affidati nuovamente alle loro famiglie, ma hanno comunque subito un trauma non indifferente per l’attuazione di un provvedimento che per legge dovrebbe essere soltanto la soluzione più estrema, e non una misura a cui ricorrere a cuor leggero. Un’altra soluzione potrebbe essere cercare di fornire sostegno economico alle stesse, o mettere a disposizione esperti per l’intero nucleo familiare, tutto piuttosto che agire attraverso affidamenti separando i bambini dai genitori.

È estremamente importante rendersi conto che i bambini sono una risorsa per il nostro paese e la chiave del futuro: devono essere tutelati in tutto e per tutto e non devono assolutamente essere coinvolti in alcun modo in attività con finalità lucrativa.  Rispettare e tutelare i bambini significa garantire un futuro al nostro Paese. 

Per poter procedere in direzione futura, però, dobbiamo prima fare un tuffo nel passato: nella Grecia classica la figura dell’infante era stata posta in primo piano, una vera e propria chiave di volta all’interno di una società formata da individui validi. Già a quell’epoca Aristotele ci spiegava  l’organizzazione dualistica di un individuo, dicendo che l’uomo era formato in parte dalle sue possibilità di sviluppo, e in parte dall’evoluzione rispetto a quest’ultime. Si tratta quindi di un vero e proprio passaggio da un tipo di essere ad un altro in base al processo di crescita.

Se ci si ferma a pensare, per quanto possa sembrare semplicistico, questo meccanismo sta alla base della nostra vita. Infatti il nostro patrimonio genetico unico (genoma) costituisce l’insieme di tutte le varie possibilità di sviluppo all’interno del nostro organismo. Il genoma col tempo viene sottoposto ad uno sviluppo che si protrae fino all’età di otto anni circa e che porta alla formazione dell’individuo sotto molteplici aspetti, con riscontri anche nel suo fenotipo (l’insieme delle trasformazioni visibili). Questo cambiamento direzionale è innescato da numerosi fattori che sono in grado di influenzare il bambino da un punto di vista psico-cognitivo per il resto della sua vita, per questo è fondamentale il suo inserimento all’interno di un ambiente sicuro e positivo.

Ci sono numerose normative in Italia che si occupano di salvaguardare l’incolumità del bambino, per esempio l’articolo 403 del Codice Civile: “Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all’educazione di lui, la pubblica autorità (…) lo colloca in luogo sicuro (…).” È chiaro che per mettere in atto provvedimenti effettivi devono necessariamente esserci motivazioni evidenti, ossia un grave pericolo per l’integrità fisica e psichica del minore. Ma sembra che ormai il “dio denaro” riesca ad avere sufficiente giurisdizione per provvedere a un affidamento di minori. 

Elena Castiglioni