WAYouth Bites

23 Maggio

By Maggio 23, 2018 No Comments

In Ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro

26 anni fa, ormai, l’Italia subiva uno dei più gravi oltraggi della storia della Repubblica. Morivano un uomo, parte della sua scorta e sua moglie, vittime della nostra più grande sconfitta, la Mafia. Giovanni Falcone, quel lontano 23 Maggio, era un uomo solo, abbandonato dalle Istituzioni, abbandonato dall’Italia e moriva da eroe dopo aver sino all’ultimo tentato di estirpare una profonda piaga sociale: erano gli anni delle pistole, dei grandi capi, del tritolo. Vedere prossima la morte non distolse né lui né Paolo Borsellino dal voler continuare a combattere e finalmente porre fine a un male apparentemente incurabile. Quel 23 Maggio l’Italia si chiuse in un silenzio assordante, un silenzio fatto di paura, il silenzio di chi pensava che lottare per degli ideali, per la legalità e per un mondo migliore non avesse più un senso; un silenzio che, però, non impedì di alzare nuovamente la testa per tornare a combattere, per sognare un mondo diverso, giusto.
26 anni dopo, salpava dal porto di Civitavecchia per approdare in quello di Palermo, la “Nave della legalità”, ieri salutata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da una tonante promessa “La Mafia sarà sconfitta”.
In una giornata come quella di oggi, il sacrificio di Giovanni Falcone occorso per servire il proprio Paese, ci ricorda ancora quanto promuovere il cambiamento sia una grande responsabilità. Una responsabilità che non può prescindere dal guardare a chi, prima di noi, ha dato la vita per lasciare le cose un po’ meglio di come le aveva trovate. È per questo che noi giovani, ogni giorno, dovremmo raccogliere il messaggio di uomini come Falcone e lasciare che le idee di cambiamento possano camminare sulle nostre gambe. O meglio, che possano essere oggi più che mai, esse stesse le nostre gambe.

Le ragazze e i ragazzi di WAYouth